Giuliano Tomaino 
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Ugo Cortesi (U-Box)
BREVI NOTE SUGLI AUTORI DI “PSYCOBOX”
  
FELICE e TIZIANA BUCCI , architettI, titolari di AD’ , iniziano vent’anni fa, nello spazio di Via Basento 52, la loro avventura nel mondo della progettazione d’interni.  Le scelte operate e l’adozione di prodotti espressione di rinnovamento di concetti e di linee sono stati da sempre il motivo del loro crescente successo decretato dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Negli anni seguenti aprono  “ daDriade “ in Via Po e, nel 2001 i grandi spazi di AD’ in via Bissolati.
 UGO CORTESI – U-BOX  ,   medico e pittore , inventore della Boxart , ha alle spalle una quindicina di mostre all’estero, soprattutto in Giappone dove è presente in alcuni musei e numerose mostre in importanti gallerie Italiane. 
Colori, numeri, note musicali ,tre strumenti per tendere all' armonia (ma anche per giocare).
UGO CORTESI tenta la sintesi, con i suoi concerti-teoremi di colore. Il suo è un percorso originale: dipinti celebri di Picasso, Klee, Miro', imprigionati in una scatolina di fiammiferi , innescano la libera espansione dei colori su una tavola-mosaico. Il colore da vita a grigie scatoline di cartone e queste trasformano il colore in materia.
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Giuliano Tomaino vive e lavora a Sarzana; ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni Sessanta, nella direzione dell’Arte Povera, con assemblages di objets trouvés. Alla metà degli anni Settanta la sua ricerca si rivolge alla pittura con segni e righe geometriche in diverse scale di nero e rosso, colori che rimarranno costanti nel suo lavoro soprattutto alla fine del decennio, su vari supporti e con segni sempre più ripetitivi. Il soggiorno a New York dell’85 è un appuntamento importante per Tomaino, che in quegli anni frequenta Mario Soldati. Tellaro, dove Giuliano risiedeva, e il paesaggio ligure, entrano nei dipinti sotto forma di oggetti e di citazioni minime. Nel ’90 compare il tema del cimbello (lo zimbello), suggerito dalle rondini che entrano nello studio sarzanese dell’Artista. È del ‘91 la retrospettiva Tomaino gli anni ‘80 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Le gambe a V verso l’alto (‘93) sono un’altra tappa (V di Vincent, ma anche premonizione di una caduta rovinosa). Lo stesso anno La presenza della virtualità. Arte come pre-, organizzata nell’ex biscottificio di Falcinello sottostante lo studio di Tomaino, segna l’inizio del sodalizio con Claudio Costa e con gli artisti a lui collegati, che prosegue con Triebquelle (’96), dove l’Artista stabilisce importanti contatti internazionali; con Massimo Lunardon ha inizio una collaborazione nel settore del vetro che dura tutt’oggi. Nel ’96 gli Abbracci (una sorta di lunga stola che termina con due mani) e le “cere”. L’anno successivo nasce il tema del cavallino a dondolo, che diventerà via via luminoso o monumentale.